La vita sospesa delle donne del CeAS dopo l’incendio

Disorientamento. È questa la sensazione prevalente nelle ospiti del Centro Ambrosiano di Solidarietà, che vivevano nell’edificio colpito dall’incendio dello scorso 15 febbraio. Da quel giorno, le donne e i loro bambini, 12 persone in tutto, sono state dislocate in altre sedi: alla Casa della carità, in un appartamento a Milano e a Cabiate, in provincia di Como, dove il CeAS è presente con la comunità Mammamondo.

Qui, oltre ai due nuclei che già abitavano nella comunità, sono accolte quattro donne e un nucleo mamma-bambino che vivevano al CeAS. “Per loro non è un momento facile, perché queste donne hanno  davvero perso tutto, non solo dal punto di vista materiale”, racconta Viviana Pruiti, coordinatrice di Mammamondo. Ad andare persi, infatti, non sono stati solo gli oggetti personali, ma anche i punti di riferimento che si erano a poco a poco costruite al Centro Ambrosiano di Solidarietà e a Milano dove, ad esempio, alcune stavano frequentando corsi di italiano o corsi di formazione. “Tutte le risorse e i progetti erano stati attivati a Milano appunto. Alcuni sono stati purtroppo sospesi altri fortunatamente no, consentendo alle ragazze di non disperdere anche i piccoli obiettivi finora raggiunti. Dovendo però spostarsi quotidianamente di 50 chilometri, è comunque una situazione faticosa”, dice ancora Viviana.

Anche la dimensione dell’accoglienza è cambiata. Se al CeAS la comunità era strutturata in miniappartamenti totalmente indipendenti, ora le ospiti si ritrovano a dover condividere non solo gli spazi comuni, come la cucina, ma in alcuni casi anche la stanza, dovendo rinunciare a parte della loro privacy.

Per alcune di queste donne, che hanno alle spalle storie difficili, aver assistito all’incendio ha anche significato rivivere dei traumi passati. C’è chi, ad esempio, aveva già vissuto l’alluvione che nel 2014 aveva provocato gravissimi danni al Centro Ambrosiano di Solidarietà. “Quando quella mattina il fuoco è divampato – ricorda poi Sabrina, una delle educatrici – una delle signore ha avuto crollo emotivo, perché ha subito tanti sconvolgimenti, tra cui quello di essere sopravvissuta allo tsunami del 2004 nel sud est asiatico, nel quale aveva perso la sua casa”.

La campagna di raccolta fondi per sostenere la ricostruzione continua. Per restituire alle donne e ai bambini del Centro Ambrosiano di Solidarietà la loro casa, abbiamo bisogno di te! Aiutaci a essere più forti del fuoco. DONA ORA!

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