Azzardo, cosa chiediamo alla Conferenza Stato-Regioni

Il CeAS insieme alle associazioni, rinnova l’appello in 7 punti per contrastare la dipendenza dall’azzardo

Nel decennio 2006-2016 gli italiani hanno perso in azzardo 181 miliardi di euro, il che vuol dire 16,4 miliardi l’anno, 45 milioni al giorno, quasi 1,9 milioni all’ora buttati via in slot machine, lotto, gratta e vinci, scommesse. Solo nel 2016, il fatturato complessivo del gioco d’azzardo è stato di quasi 96 miliardi di euro, una cifra di gran lunga superiore a quanto conseguito nello stesso anno (quasi 74 miliardi di euro) da una delle principali imprese italiane, l’Enel.

Alla luce di queste cifre, che emergono dal rapporto “Gioco d’azzardo: i numeri di un mercato fuori controllo” del CNCA e in vista della Conferenza unificata Stato-Regioni, di nuovo convocata per il 22 giugno per il riordino del settore dei giochi d’azzardo, il Centro Ambrosiano di Solidarietà insieme alle associazioni, agli enti della comunità ecclesiale, ai movimenti, alla campagna Mettiamoci in gioco rinnova ai rappresentanti di Regioni e Comuni l’invito a recepire le misure indicate nei sette punti dell’appello inviato lo scorso 23 maggio.

  1. Ogni intervento nel settore dell’azzardo deve mirare a ridurre non solo l’offerta ma anche il consumo di gioco d’azzardo.

  2. La pubblicità al gioco d’azzardo va, quindi, rapidamente estinta in maniera assoluta con l’impegno a discutere in Aula e approvare i progetti di legge presentati in tal senso alle due Camere da oltre 200 parlamentari.

  3. La giurisprudenza favorevole a Comuni e Regioni deve tradursi in un concreto,esplicito e incondizionato riconoscimento agli Enti locali di totale autonomia potestà regolamentare e legislativa in materia. L’ultima bozza governativa del 2 maggio è di fatto superata dalle successive pronunce dei giudici della Corte costituzionale e del Consiglio di Stato che confermano la imprescindibilità del contributo normativo e regolamentare in materia di contrasto all’azzardo di Regioni e Comuni.

  4. Le Aziende sanitarie devono dispiegare l’offerta di presa in carico terapeutico e predisporre la sorveglianza sanitaria su tutti i locali dove si esercita gioco d’azzardo, con divieto ovunque di consumo di alcolici e di fumo

  5. L’articolo 14 della legge antiusura va esteso rapidamente anche alle persone fisiche, a cominciare dalle vittime di usura connessa alla dipendenza da gioco d’azzardo.

  6. Va stabilita una moratoria integrale di ogni tipo e struttura di nuovi giochi d’azzardo.

  7. Per rendere efficace ogni azione di contrasto, vanno, infine, messi a disposizione di comuni, Asl, cittadini, ricercatori, i dati – scorporati per tipologia, provincia e città – dei flussi di denaro a oggi movimentati dall’azzardo.

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