Più forti del fuoco

CEAS ACCOGLIE 20 PROFUGHI DALL’UCRAINA

IL PROGETTO DI ACCOGLIENZA È REALIZZATO IN ACCORDO CON LA PREFETTURA DI MILANO E IN COLLABORAZIONE CON LA CASA DELLA CARITà

Sono al momento 20, su 40 posti messi a disposizione, i profughi ucraini ospitati dal progetto di accoglienza realizzato dal CeAS – Centro Ambrosiano di Solidarietà e Casa della Carità in accordo con la Prefettura di Milano.

Si tratta di 11 donne e 9 minori (due bambini di 3 anni e sette ragazzi tra i 12 e i 17 anni), accolti in uno spazio messo a disposizione dal Consorzio Molino San Gregorio, dove sono seguiti e affiancati dagli operatori della Casa della Carità e del CeAS, tra cui educatori ed educatrici, personale medico, psichiatrico e legale, insieme a mediatori culturali.

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Il Ceas per i profughi ucraini

Il CeAS, insieme alla Casa della Carità e il Consorzio Molino San Gregorio, accoglie un gruppo di profughi in fuga dalla guerra in Ucraina

Il CeAS, insieme alla Casa della Carità e il Consorzio Molino San Gregorio, sta accogliendo alcuni profughi in fuga dalla guerra in Ucraina.

Scopri come puoi aiutarci a costruire una rete di solidarietà, per offrire protezione e vicinanza alle persone in fuga dalla guerra.

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Aiutaci a offrire protezione e vicinanza alle persone in fuga dalla guerra. Fai una donazione attraverso i canali della Casa della Carità, indicando come causale “Emergenza Ucraina“.

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15 e 16 dicembre, un doppio webinar con Work in Progress

“Integrazione, lavoro, casa: le chiavi di Work in Progress per l’inclusione sociale dei minori stranieri non accompagnati e neomaggiorenni”

Mercoledì 15 e giovedì 16 dicembre, i promotori di “Work in Progress. Transizioni per la cittadinanza” invitano al doppio webinar dal titolo “Integrazione, lavoro, casa : le chiavi di Work in Progress per l’inclusione sociale dei minori stranieri non accompagnati e neomaggiorenni”, che si svolgerà sulla piattaforma Zoom.

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Il 25 novembre e ogni giorno accanto alle donne vittime di violenza

L’impegno del CeAS, con l’Area Donne e il Centro Antiviolenza “Mai da Sole”, nella Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne

Il Centro Ambrosiano di Solidarietà, con la sua Area Donne e il Centro Antiviolenza “Mai da Sole” è ogni giorno accanto alle donne vittime di violenza ed è impegnato in iniziative di formazione e informazione, orientamento, sensibilizzazione e prevenzione sulla violenza di genere.

In queste settimane, il Centro Antivolenza ha organizzato diverse iniziative:

12 novembre 2022, in collaborazione con il comitato soci Coop Lombardia di via Palmanova, l’evento “Mai da Sole contro la violenza”

15 e 17 novembre 2022 dialogo con classi quinte del liceo Edith Stein di Gavirate (VA) – Titolo dell’intervento: Dove origina la violenza scontro le donne? Come riconoscerla?

Il 25 novembre 2022 le operatrici del Centro Antiviolenza saranno presenti all’Ufficio Anagrafe del Comune di Milano, per una formazione dal titolo “La violenza contro le donne conoscerla per evitarla”.

E ancora, in collaborazione con Orme Ortica, il centro antiviolenza partecipa all’evento “Ecce donna”, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, in collaborazione con le associazioni di territorio ACLI Lambrate, ANED, ANPC, ANPI Ortica, ANPPIA, Associazione OIKIA, Circolo dell’Ortica, Cooperativa Edificatrice Ortica, Cooperativa Antonietta, Cortili Solidali, Mai da Sole – Centro Antiviolenza, Mamme Rubattino, SPI-CGIL, SPI-CGIL Lombardia e ViviRubattino e in collaborazione con Municipio 3 – Milano.

Una mini-biblioteca nelle case rifugio del ceas

Oggi, 15 novembre, grazie all’Associazione “Le Sfogliatelle”, al Sistema Bibliotecario della Brianza
comasca, alle Cooperative Mondovisione SCS Onlus e QuestaGenerazione il CeAS – Centro Ambrosiano di Solidarietà ha ricevuto in donazione una mini biblioteca all’interno di una delle nostre Case Rifugio.

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LE costellazioni di sabbia delle donne del ceas

Sabato 18 giugno, il centro antiviolenza “Mai da Sole” ha ospitato una mostra delle opere di terapeutica artistica delle ospiti dell’Area Donne del CeAS

Così come la sabbia, sia essa su una spiaggia o in un deserto, muta continuamente, allo stesso modo le donne che nella loro vita hanno affrontato o stanno affrontando un percorso di uscita dalla violenza, vivono continui cambiamenti.

È questa, in estrema sintesi, la metafora che sta dietro a “Costellazioni di sabbia”, la mostra delle opere di terapeutica artistica delle ospiti dell’Area Donne del CeAS, che si è svolta sabato 18 giugno nei locali del centro antiviolenza “Mai da Sole”.

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È nato accoglimi

AccogliMI è un progetto di ascolto e accompagnamento per adolescenti, promosso dal Comune di Milano e da una rete di organizzazioni del Terzo Settore, tra cui il CeAS

Sono circa 60mila i ragazzi e le ragazze che a Milano hanno un’età compresa tra i 14 e i 18 anni. A loro è dedicato AccogliMI, il nuovo progetto di ascolto e accompagnamento promosso dal Comune di Milano e realizzato da una rete di organizzazioni del Terzo Settore che hanno partecipato in raggruppamento alla co-progettazione. Tra essi c’è il CeAS – Centro Ambrosiano di Solidarietà, insieme a: cooperativa Minotauro, capofila, Nivalis, Zero5, Lotta contro l’emarginazione, Comunità Nuova, Diapason e Comin. 

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Accoglienza profughi ucraini: grazie IKEA Corsico

Il CeAS – Centro Ambrosiano di Solidarietà e la Casa della Carità ringraziano con tutto il cuore il negozio IKEA di Corsico, che ci ha donato tutto il necessario per arredare in pochissimo tempo gli spazi dedicati all’ospitalità in emergenza dei profughi ucraini arrivati a Milano.

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Tania, da ospite a mediatrice per le donne ucraine

Frenetiche. È l’aggettivo che meglio descrive queste prime giornate di accoglienza dei profughi in arrivo dall’Ucraina. 

Ci sono i nuclei da accogliere, c’è da organizzare gli spazi e la distribuzione dei pasti, c’è da affrontare la burocrazia per richiedere il permesso di soggiorno.

Ma nessuno degli ospiti parla italiano e a differenza di altre accoglienze, non c’è nemmeno una lingua ponte che possa essere d’aiuto per capirsi reciprocamente. A dare allora un contributo fondamentale sono due donne ucraine, Tania e Cristina, che non appena hanno saputo dell’arrivo dei profughi si sono offerte come mediatrici.

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