Più forti del fuoco

A sostegno delle famiglie fragili con il progetto Pro Salomone

Già da diversi anni il Centro Ambrosiano di Solidarietà, in collaborazione con altri enti, è impegnato in attività sociali in via Salomone e in particolare nel quartiere delle Case Bianche, prima con il progetto Contatto Salomone e poi con il progetto Agorà.

Da giugno 2018, sempre insieme a La Strada Società Cooperativa Sociale, Parrocchia San Galdino, Associazione La Nostra Comunità e Galdus Società Cooperativa Sociale, con capofila Aler Milano, il progetto alle Case Bianche si è rinnovato e si chiama ora Progetto Pro Salomone.

Obiettivi principali sono l’individuazione e il sostegno di persone o nuclei fragili, per far sì che possano avviare percorsi virtuosi e superare o migliorare la propria situazione socio-economica difficile. Altro obiettivo è quello di favorire l’accesso al mondo del lavoro, attraverso percorsi di riqualificazione professionale e l’orientamento al lavoro. Continue reading “A sostegno delle famiglie fragili con il progetto Pro Salomone”

Al nostro presidente Giovanni Cavedon il “Panettone d’Oro”

A lui i complimenti da parte di tutto il CeAS

C’è anche il presidente del Centro Ambrosiano di Solidarietà Giovanni Cavedon, tra i vincitori del Premio alla Virtù Civica “Panettone d’oro”. Il prestigioso riconoscimento compie quest’anno 20 anni, ed è assegnato dal Coordinamento Comitati Milanesi a quei cittadini o gruppi di cittadini che hanno messo in pratica e aiutato a diffondere un esemplare comportamento civico impegnandosi nel campo della solidarietà, della tutela dei più deboli, dell’attenzione all’ambiente, del rispetto della cultura e della tradizione civica, la difesa dei diritti dei cittadini. Continue reading “Al nostro presidente Giovanni Cavedon il “Panettone d’Oro””

“Lo stile del vostro villaggio solidale è un messaggio per tutta la città”

Così l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, durante la sua visita di mercoledì 23 gennaio 2019 al Centro Ambrosiano di Solidarietà

È stata una visita molto desiderata quella che mons. Mario Delpini, arcivescovo di Milano, ha fatto mercoledì 23 gennaio al Centro Ambrosiano di Solidarietà. Ad attenderlo nella sala dedicata all’amato ex presidente Beppe Massari, c’erano molti ospiti con gli operatori delle comunità di riferimento e dell’amministrazione, numerosi soci e volontari del CeAS. Tra loro, il volontario Giovanni Maggioni, vero fautore di questo incontro.
“Siamo onorati e contentissimi della sua visita”, ha esordito il presidente Giovanni Cavedon, che ha tirato le fila della serata. Continue reading ““Lo stile del vostro villaggio solidale è un messaggio per tutta la città””

Sabato 27 ottobre il CeAS ricorda Beppe Massari

Sabato 27 ottobre a partire dalle 14.30, la 12ª edizione del “Memorial Massari”, in ricordo dell’ex presidente del CeAS scomparso nel 2006

Nei 30 anni di attività del Centro Ambrosiano di Solidarietà, sono state tante le persone che hanno lasciato un segno indelebile del loro passaggio. Una di queste persone è l’ex presidente Beppe Massari, del quale il 21 ottobre ricorrono i 12 anni dalla scomparsa. Continue reading “Sabato 27 ottobre il CeAS ricorda Beppe Massari”

Ultimo giorno, sul campo, con le studentesse della University of Illinois

Dopo due intese giornate “teoriche” sul modello milanese di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, le nostre ospiti americane hanno potuto fare un’esperienza sul campo, andando a visitare le strutture che ospitano i ragazzi.

“E’ un modello molto diverso da quello americano, dove i minori sono accolti soprattutto in comunità di grandi dimensioni”. “Credo che questo modello di accoglienza in piccoli appartamenti sia migliore, perché i ragazzi possono veramente entrare nel tessuto sociale della città”. “Proporrei di inserire nello staff la figura di un ragazzo più grande che ha vissuto la stessa esperienza migratoria, e possa fare da mentore a questi giovani”.

Sono solo alcune considerazioni emerse alla fine di questa tre giorni di approfondimento sul tema dei minori stranieri non accompagnati, con le studentesse della University of Illinois at Urbana-Champaign, insieme a cui per la terza giornata siamo passati “dalla teoria alla pratica”. Divise in piccoli gruppi, le allieve hanno infatti visitato gli appartamenti dove sono accolti i minori e seguito alcune attività educative.

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Le studentesse in visita in uno degli appartamenti dove sono accolti i minori stranieri non accompagnati.

“In questo momento negli Stati Uniti il tema della migrazione e, in particolare quello dei minori stranieri, è cruciale. E’ quindi molto interessante per loro studiare il modello di accoglienza italiano per rifugiati e migranti, dal momento che l’Italia in questi anni è stata in prima linea”, ha spiegato il professor Emanuel Rota, professore associato di Storia alla University of Illinois che ha accompagnato le studentesse.

Incontrare mondi diversi è sempre importante, perché ti mette in gioco nel raccontarti e nel raccontare il pensiero che sta dietro le tue attività. Dagli altri poi ricevi sempre stimoli e idee nuove, perché ti fanno notare aspetti del tuo lavoro che magari tu non vedi. E’ una spinta a non avere mai un punto di vista statico, ma a ribaltare sempre le proprie prospettive perché si possono scoprire cose nuove”, ha commentato invece Benedetta Castelli, responsabile dell’Area Minori del CeAS che ha coordinato le tre giornate.

“Voglio infine ringraziare le organizzazioni che hanno collaborato alla riuscita di queste tre giornate: Fondazione Casa della carità, FuoriLuoghi cooperativa sociale, Comunità Progetto cooperativa Sociale, Tuttinsieme cooperativa sociale e La Cordata cooperativa sociale”, ha concluso.

 

Secondo giorno con la University of Illinois

Per la seconda giornata di studio con le allieve della University of Illinois at Urbana-Champaign, siamo stati ospitati dalla Fondazione Casa della carità, partner del Centro Ambrosiano di Solidarietà per diverse attività.

“Il progetto Emergenze sostenibili ha avuto come finalità principale quella di sperimentare una nuova metodologia di intervento nell’area della tutela, dell’accoglienza e dell’integrazione dei minori stranieri non accompagnati. In questi anni, nella rete di Emergenze sostenibili abbiamo accolto oltre 800 ragazzi, provenienti dalle aree più povere e complicate del nostro pianeta. La stragrande maggioranza di loro si è integrata a pieno nella nostra società: ha una casa, un lavoro, relazioni affettive e legami sociali. Pur consapevoli che la strada da percorrere è ancora  in salita, grazie al progetto Emergenze sostenibili abbiamo compiuto un passo avanti importante che va nella giusta direzione“, così Benedetta Castelli, responsabile dell’Area Minori del CeAS ha raccontato l’esperienza che ha portato il Centro Ambrosiano di Solidarietà, inizialmente con la cooperativa sociale La Cordata e poi con altre 10 organizzazioni del terzo settore milanese, insieme al Comune di Milano, a sperimentare e strutturare un nuovo modello di accoglienza per i cosiddetti msna.

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Da sinistra gli operatori di CeAS: Benedetta Castelli, Gabriele Destefani, Marianna Roveda

Il servizio di CeAS dedicato a questo tipo di accoglienza, strutturato in appartamenti per l’autonomia, si chiama “Costruire radici per il futuro“. A raccontarlo alle studentesse sono state Mona Ilie, coordinatrice di Radici, e Marianna Roveda, psicologa di Radici. Le due operatrici hanno illustrato come cambiano le caratteristiche e i bisogni dei minori accolti e, di conseguenza, come si adatta la risposta del servizio educativo. “Per noi anche il rapporto con la famiglia di origine è fondamentale. Per questo, come prassi, entro la  prima settimana di accoglienza la contattiamo: questo serve a noi per capire meglio il contesto di provenienza e la motivazione alla base del percorso migratorio, perché molti ragazzi sono spinti a partire proprio dalle famiglie. Questo contatto è anche utile al ragazzo perché alla famiglia viene spiegata quale può essere la differenza tra le aspettative che essa può avere per il figlio e la realtà”, spiega Mona Ilie.

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Un momento dei focus group

All’interno di focus group, le studentesse hanno avuto la possibilità di approfondire alcuni aspetti dell’accoglienza dei minori insieme agli operatori della rete di cui fa parte il CeAS. Hanno partecipato: Fondazione Casa della carità, FuoriLuoghi cooperativa sociale, Comunità Progetto cooperativa sociale, Tuttinsieme cooperativa sociale, La Cordata cooperativa sociale.
Insieme hanno approfondito le similitudini e le differenze tra le diverse esperienze, con un focus sui percorsi affrontati dai ragazzi, e dagli operatori, nel processo di accoglienza.