Più forti del fuoco

Gli operatori di Work in Progress a scuola di Child Safeguarding

I partner del progetto hanno partecipato alla proposta formativa di Save the Children

Quali sono gli abusi che rischiano di subire ragazze e ragazzi stranieri nel loro percorso di accoglienza e inclusione sociale? Quali strumenti possono mettere in campo le organizzazioni che si occupano di minori stranieri non accompagnati per prevenire questi rischi? Come comportarsi quando si verifica un abuso nei confronti di un minore affidato alla propria organizzazione?

A queste e altre domande ha cercato di rispondere il corso di formazione in “Child Safeguarding”, proposto da Save the Children a tutti i partner del nostro progetto e sollecitato dagli enti promotori di Never Alone Italia, il programma all’interno del quale si svolge Work in Progress. L’obiettivo, come ha spiegato Viviana Valastro di Never Alone Italia, è stimolare le organizzazioni che lavorano con i minori stranieri non accompagnati a dotarsi di meccanismi di prevenzione e reazione, prima che si verifichino delle emergenze.

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I talenti di Work in Progress a “Wip’s got Talent”

L’iniziativa ha coinvolto gli ospiti delle comunità partner del progetto, che si sono messi in gioco mostrando le loro passioni e capacità.

C’è chi ha portato la sua passione per la cucina. Chi ha mostrato di saper realizzare originali tagli di capelli. Chi canta e chi balla. E c’è anche chi, pur essendo arrivato da poco in Italia, inventa e scrive storie, per raccontare le proprie emozioni e per imparare la lingua.

Tutto questo è “WiP’s got Talent”, il concorso lanciato dall’équipe integrazione di Work in Progress, che ha coinvolto i giovani ospiti delle comunità partner del progetto.

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Contrasto alle dipendenze: non solo SanPa. L’esperienza del CeAS

A tre settimane dall’uscita, la docu-serie di Netflix “SanPa: luci e tenebre di San Patrignano” continua a far discutere. Anche il Centro Ambrosiano di Solidarietà desidera aggiungere un piccolo tassello al dibattito, portando come contributo la sua esperienza di oltre 30 anni accanto alle persone con dipendenze e alle loro famiglie.

Non ci interessa entrare nello scontro tra chi è a favore e chi è contro San Patrignano e il suo metodo, ma ci preme sottolineare un importante merito di questa serie: aver riaperto la discussione sulle dipendenze, che in Italia si riaccende sui media solo quando ci sono casi di cronaca nera o emergenze, come quella del “bosco di Rogoredo”, caratterizzandosi però sempre come scontro ideologico tra liberalizzazione e punizione. Il tema, al contrario, è molto complesso e in continua evoluzione, come sottolinea in un recente intervento anche Riccardo De Facci, presidente del CNCA – Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, di cui il CeAS fa parte.

Dal punto di vista politico, invece, il dibattito è fermo al 1990, anno del Testo Unico 309/90 sulle dipendenze.

«Le dipendenze dovrebbero rientrare nel discorso più in generale in atto sul tema della salute, per un grande progetto di riforma. Anche in questo caso crediamo che debba prevalere una cultura della deistituzionalizzazione e un approccio che metta al centro la persona, con le sue caratteristiche», dice in proposito don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità e consigliere del CeAS.

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Buon Natale dal Centro Ambrosiano di Solidarietà!

Quest’anno non è stato possibile trovarci tutti insieme, ospiti, ex ospiti, operatori e volontari, per scambiarci gli auguri nella tradizionale grande festa di Natale del Centro Ambrosiano di Solidarietà.

Ma non abbiamo voluto rinunciare a stare insieme, anche se a distanza. Così, grazie all’organizzazione della Comunità Alisei, mercoledì 23 dicembre tutte le comunità del CeAS, gli operatori, i volontari e i dirigenti si sono ritrovati per un momento di saluto su Skype.

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Al CeAS è arrivato il Natale!

Al Centro Ambrosiano di Solidarietà il Natale è arrivato in anticipo! La sera del 7 dicembre, infatti, in una delle casette che al “Villaggio Solidale” ospitano nuclei familiari in situazioni di emergenza abitativa e povertà economica è nata Erica.

La piccola, 3,3 chili alla nascita, è figlia di Antonela, una donna rom che viveva con il marito e gli altri 5 figli, di età compresa tra i 2 e gli 8 anni, in una baracca. L’hanno aiutata a partorire i paramedici dell’autoambulanza arrivati al CeAS quando la mamma ha iniziato ad avere le doglie, ma non c’è stato il tempo di correre in ospedale: Erica aveva fretta di venire al mondo e così è nata in via Marotta. Trasferite successivamente alla Macedonio Melloni per le visite e i controlli del caso, mamma e figlia stanno bene e stanno già per tornare a casa.

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Avviati i lavori di costruzione di “Abitiamo il futuro”

Il progetto ispirato al “dopo di noi” dell’associazione SON-Speranza oltre noi, di cui il CeAS è tra i soci fondatori.

Sono iniziati, in concomitanza con la Giornata internazionale delle persone con disabilità che si celebra il 3 dicembre, i lavori di “Abitiamo il futuro”, il progetto dell’associazione SON-Speranza oltre noi, che prevede la realizzazione di nuovi edifici in grado di ospitare famiglie dove sono presenti situazioni di fragilità. L’area è quella di Cascina San Carlo, in via Trasimeno al quartiere Adriano. L’intervento edilizio riguarda la ristrutturazione della casa colonica già esistente e l’edificazione di tre nuovi fabbricati. La consegna è attesa per la primavera del 2022 e il costo complessivo dell’operazione è di circa 2,7 milioni di euro.

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Tu puoi essere libera!

La violenza contro le donne è trasversale e colpisce persone di qualsiasi età, condizione sociale e provenienza.

Per questo è importante far sapere a tutte le donne e le ragazze, anche a quelle che non conoscono bene l’italiano, che non sono sole.

Segnaliamo allora la preziosa iniziativa della Rete antiviolenza di Milano, che ha realizzato un video per lanciare un messaggio importante:

Tu puoi essere libera dalla violenza!
You can be free from violence!
Tu peux être libre de la violence!
Tú puede estar libre de violencia!
Poti fir liber de violentā!
يمكنك التحرر من العنف
您可以摆脱暴力

Anche i piccoli ospiti del CeAS tra i beneficiari dell’iniziativa “In farmacia per i bambini”

Anche i piccoli che sono accolti insieme alle loro mamme nelle case rifugio del CeAS, in particolare quella che ha sede nella provincia di Como, sono tra i beneficiari dell’iniziativa “In farmacia per i bambini”, promossa dalla Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus.

Dal 20 novembre, Giornata Mondiale dei diritti dell’infanzia, al 27 novembre, nelle farmacie aderenti, sarà possibile acquistare e donare un farmaco o prodotto babycare per i bambini in povertà sanitaria.

#25novembre: la storia di Eva ci dice che uscire dalla violenza si può

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, le operatrici del centro antiviolenza del CeAS “Mai da Sole” vogliono raccontare una storia di riscatto, che inviti tutte le donne a una riflessione: uscire dal tunnel della violenza si può, cambiare è possibile!

Per questo 25 novembre, vogliamo raccontarvi la storia di Eva, una delle tante donne che, con coraggio, si sono rivolte al nostro centro antiviolenza. 

Eva ha 30 anni ed è arrivata a “Mai da Sole” dopo le continue minacce di Claudio, il suo ex fidanzato. All’ennesimo schiaffo, infatti, la ragazza aveva deciso di lasciarlo e di andarsene dalla casa che condividevano da due anni. 

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Scarpette rosse contro la violenza di genere

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione  della violenza contro le donne, il centro antiviolenza del CeAS “Mai da Sole” partecipa al “Progetto scarpette rosse”, un’installazione artistica che sarà visibile in via Cutuli a Milano dal 25 novembre.

L’iniziativa nasce dal confronto tra alcune associazioni operanti sul territorio, tra cui il centro antiviolenza “Mai da Sole” e il progetto “OrMe – Ortica Memoria“, ispirandosi a Zapatos Rojos, progetto d’arte pubblica dell’artista messicana Elina Chauvet.

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