La Giornata internazionale della donna secondo il CeAS

Lunedì 8 marzo alle 18.30, incontro online nell’ambito del Progetto Scarpette Rosse, con alcune storie di riscatto dal Centro Antiviolenza Mai da Sole del Centro Ambrosiano di Solidarietà

Nei primi due mesi del 2021 sono state già 11 le vittime di femminicidio in Italia. Una ogni 5
giorni circa.

Delle 101mila persone che lo scorso dicembre hanno perso il lavoro a causa della pandemia
nel nostro Paese, 99mila sono donne.

In poco più di un mese, in tre episodi di tre fiction trasmesse dalla Rai, sono state mostrate
donne che si erano inventate uno stupro. Una narrazione che falsifica la realtà e alimenta il
pregiudizio che le donne vittime di violenza siano delle bugiarde.

Sono solo tre esempi che il Centro Antiviolenza “Mai da Sole” del CeAS vuole citare in
occasione della Giornata internazionale della donna, per ribadire quanto ancora ci sia da
fare in Italia per contrastare la violenza di genere, per promuovere una parità reale tra
uomini e donne e per contrastare una cultura prevalentemente maschilista e misogina.

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Tu puoi essere libera!

La violenza contro le donne è trasversale e colpisce persone di qualsiasi età, condizione sociale e provenienza.

Per questo è importante far sapere a tutte le donne e le ragazze, anche a quelle che non conoscono bene l’italiano, che non sono sole.

Segnaliamo allora la preziosa iniziativa della Rete antiviolenza di Milano, che ha realizzato un video per lanciare un messaggio importante:

Tu puoi essere libera dalla violenza!
You can be free from violence!
Tu peux être libre de la violence!
Tú puede estar libre de violencia!
Poti fir liber de violentā!
يمكنك التحرر من العنف
您可以摆脱暴力

Anche i piccoli ospiti del CeAS tra i beneficiari dell’iniziativa “In farmacia per i bambini”

Anche i piccoli che sono accolti insieme alle loro mamme nelle case rifugio del CeAS, in particolare quella che ha sede nella provincia di Como, sono tra i beneficiari dell’iniziativa “In farmacia per i bambini”, promossa dalla Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus.

Dal 20 novembre, Giornata Mondiale dei diritti dell’infanzia, al 27 novembre, nelle farmacie aderenti, sarà possibile acquistare e donare un farmaco o prodotto babycare per i bambini in povertà sanitaria.

#25novembre: la storia di Eva ci dice che uscire dalla violenza si può

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, le operatrici del centro antiviolenza del CeAS “Mai da Sole” vogliono raccontare una storia di riscatto, che inviti tutte le donne a una riflessione: uscire dal tunnel della violenza si può, cambiare è possibile!

Per questo 25 novembre, vogliamo raccontarvi la storia di Eva, una delle tante donne che, con coraggio, si sono rivolte al nostro centro antiviolenza. 

Eva ha 30 anni ed è arrivata a “Mai da Sole” dopo le continue minacce di Claudio, il suo ex fidanzato. All’ennesimo schiaffo, infatti, la ragazza aveva deciso di lasciarlo e di andarsene dalla casa che condividevano da due anni. 

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Scarpette rosse contro la violenza di genere

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione  della violenza contro le donne, il centro antiviolenza del CeAS “Mai da Sole” partecipa al “Progetto scarpette rosse”, un’installazione artistica che sarà visibile in via Cutuli a Milano dal 25 novembre.

L’iniziativa nasce dal confronto tra alcune associazioni operanti sul territorio, tra cui il centro antiviolenza “Mai da Sole” e il progetto “OrMe – Ortica Memoria“, ispirandosi a Zapatos Rojos, progetto d’arte pubblica dell’artista messicana Elina Chauvet.

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Al via “Il Caffè delle donne”

Comincia oggi, giovedì 15 ottobre, “Il Caffè delle donne”: incontri bimensili – ogni due giovedì – che il Centro Ambrosiano di Solidarietà e le operatrici del suo centro antiviolenza “Mai da Sole” promuovono negli spazi del Centro Milano Donna del Municipio 3, in via Narni 1.

Sarà un’occasione per favorire e facilitare lo scambio tra donne su argomenti che possono interessare la vita quotidiana, le problematiche di relazione, la famiglia e tutte quelle proposte che le stesse partecipanti porteranno all’interno del gruppo.

Nel rispetto delle disposizioni di contrasto al Covid-19, il gruppo sarà composto da un massimo di 6 persone. È perciò necessario prenotare la propria partecipazione, telefonando al 327.5432268 oppure mandando una mail a centromilanodon3@telefonodonna.it

Restare a casa, per molte donne vittime di violenza, non significa essere al sicuro

La cronaca di questi giorni ci parla di 11 donne uccise da un proprio familiare, marito, compagno, figlio, in due mesi di lockdown. In queste settimane, restare a casa, per molte donne vittime di violenza, non ha significato essere al sicuro, tutt’altro. Ne abbiamo parlato con Lucia Volpi ed Elena Tagliabue, rispettivamente responsabile e psicologa dell’Area Donne del CeAS e del centro antiviolenza “Mai da Sole”, gestito dallo stesso Centro Ambrosiano di Solidarietà, che in questo momento è fisicamente chiuso, ma sempre attivo attraverso il sostegno telefonico, al numero 3351251813 o al 1522.

“Dall’inizio del lockdown abbiamo avuto molti più nuovi accessi e richieste di aiuto rispetto alla nostra media, con molte chiamate arrivate dal numero nazionale 1522 al quale siamo collegate. E c’è una completa trasversalità rispetto alla condizione socio-economica di chi chiama”, esordiscono.

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Il trauma del lockdown per le donne vittime di violenza e di tratta

Come abbiamo fatto nelle ultime settimane, continuiamo a raccontarvi come procede la vita nelle comunità del Centro Ambrosiano di Solidarietà. Abbiamo incontrato, virtualmente, Lucia Volpi ed Elena Tagliabue, rispettivamente responsabile e psicologa dell’Area Donne del CeAS.

“Le case rifugio del CeAS sono state e sono tuttora aperte, e operano al massimo della loro capienza. Ogni donna ha il suo spazio personale, un piccolo appartamento, e abbiamo individuato dei luoghi per un’eventuale quarantena, ma devo dire che finora l’isolamento è stato provvidenziale per salvaguardare dal contagio”, esordisce Lucia.

Fino al 4 maggio, infatti, le ospiti hanno rispettato il lockdown, tanto che persino la spesa è stata fatta dalle operatrici, online o con il supporto di alcune associazione di volontariato. Con l’avvio della fase 2 si è leggermente allentata la chiusura, ma al momento solo per brevi passeggiate.

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Coronavirus, le helpline del CeAS continuano a lavorare

In un momento così delicato per tutta la comunità, e in particolare per le persone più fragili, non si fermano i servizi di ascolto e sostegno telefonico gestiti dagli operatori del CeAS.

SostieniMi, la linea contro le dipendenze, è raggiungibile al numero 335.1900536, il lunedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 9 alle 16; il martedì e giovedì dalle 14 alle 21.

La linea Milano NoSlot Ascolta, per le persone con problemi legati al gioco d‘azzardo e ai loro familiari, risponde invece al 335.1251774, il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 14; il martedì e giovedì dalle 16.00 alle 21.

Anche la linea telefonica del Centro Antiviolenza “Mai da Sole” è attiva. Le operatrici rispondono dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17 al 335.1251813.

Quando le linee non sono attive, risponde una segreteria telefonica, con la possibilità di lasciare un messaggio ed essere richiamati.

Come cambia il corpo delle donne vittime di violenza?

Si è tenuto lunedì 2 settembre, nel corso del festival “Il tempo delle donne” promosso dalla 27esima Ora del Corriere della Sera, l’incontro “Il corpo violato. Dai lividi alle cicatrici, il corpo che parla”.

L’incontro è stato organizzato dal centro antiviolenza ‘Mai da Sole’, gestito dal Centro Ambrosiano di Solidarietà, che ha visto la partecipazione delle sue operatrici Patrizia Chiarelli (assistente sociale), Elena Rollandini (psicologa) e Alessandra Beniamino (educatrice), insieme alla responsabile del centro Lucia Volpi. Presente all’incontro anche Diana De Marchi, consigliera comunale e presidente della Commissione Pari opportunità del Comune di Milano.

Il centro antiviolenza ‘Mai da Sole’

A fare una breve introduzione del centro antiviolenza ‘Mai da Sole’ è stata la coordinatrice Lucia Volpi: “Con il Comune di Milano, abbiamo avviato da circa due anni il centro antiviolenza ‘Mai da sole’, che si affianca alla donna, per aiutarla in un momento di difficoltà grazie alla presenza di un’equipe multidisciplinare. Il nome che abbiamo scelto è significativo, perché vogliamo trasmettere l’idea che la donna vittima di violenza non si deve mai sentire da sola e deve invece avere la possibilità di trovare aiuto”. Continua a leggere “Come cambia il corpo delle donne vittime di violenza?”