Ultimo giorno, sul campo, con le studentesse della University of Illinois

Dopo due intese giornate “teoriche” sul modello milanese di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, le nostre ospiti americane hanno potuto fare un’esperienza sul campo, andando a visitare le strutture che ospitano i ragazzi.

“E’ un modello molto diverso da quello americano, dove i minori sono accolti soprattutto in comunità di grandi dimensioni”. “Credo che questo modello di accoglienza in piccoli appartamenti sia migliore, perché i ragazzi possono veramente entrare nel tessuto sociale della città”. “Proporrei di inserire nello staff la figura di un ragazzo più grande che ha vissuto la stessa esperienza migratoria, e possa fare da mentore a questi giovani”.

Sono solo alcune considerazioni emerse alla fine di questa tre giorni di approfondimento sul tema dei minori stranieri non accompagnati, con le studentesse della University of Illinois at Urbana-Champaign, insieme a cui per la terza giornata siamo passati “dalla teoria alla pratica”. Divise in piccoli gruppi, le allieve hanno infatti visitato gli appartamenti dove sono accolti i minori e seguito alcune attività educative.

bty
Le studentesse in visita in uno degli appartamenti dove sono accolti i minori stranieri non accompagnati.

“In questo momento negli Stati Uniti il tema della migrazione e, in particolare quello dei minori stranieri, è cruciale. E’ quindi molto interessante per loro studiare il modello di accoglienza italiano per rifugiati e migranti, dal momento che l’Italia in questi anni è stata in prima linea”, ha spiegato il professor Emanuel Rota, professore associato di Storia alla University of Illinois che ha accompagnato le studentesse.

Incontrare mondi diversi è sempre importante, perché ti mette in gioco nel raccontarti e nel raccontare il pensiero che sta dietro le tue attività. Dagli altri poi ricevi sempre stimoli e idee nuove, perché ti fanno notare aspetti del tuo lavoro che magari tu non vedi. E’ una spinta a non avere mai un punto di vista statico, ma a ribaltare sempre le proprie prospettive perché si possono scoprire cose nuove”, ha commentato invece Benedetta Castelli, responsabile dell’Area Minori del CeAS che ha coordinato le tre giornate.

“Voglio infine ringraziare le organizzazioni che hanno collaborato alla riuscita di queste tre giornate: Fondazione Casa della carità, FuoriLuoghi cooperativa sociale, Comunità Progetto cooperativa Sociale, Tuttinsieme cooperativa sociale e La Cordata cooperativa sociale”, ha concluso.

 

Secondo giorno con la University of Illinois

Per la seconda giornata di studio con le allieve della University of Illinois at Urbana-Champaign, siamo stati ospitati dalla Fondazione Casa della carità, partner del Centro Ambrosiano di Solidarietà per diverse attività.

“Il progetto Emergenze sostenibili ha avuto come finalità principale quella di sperimentare una nuova metodologia di intervento nell’area della tutela, dell’accoglienza e dell’integrazione dei minori stranieri non accompagnati. In questi anni, nella rete di Emergenze sostenibili abbiamo accolto oltre 800 ragazzi, provenienti dalle aree più povere e complicate del nostro pianeta. La stragrande maggioranza di loro si è integrata a pieno nella nostra società: ha una casa, un lavoro, relazioni affettive e legami sociali. Pur consapevoli che la strada da percorrere è ancora  in salita, grazie al progetto Emergenze sostenibili abbiamo compiuto un passo avanti importante che va nella giusta direzione“, così Benedetta Castelli, responsabile dell’Area Minori del CeAS ha raccontato l’esperienza che ha portato il Centro Ambrosiano di Solidarietà, inizialmente con la cooperativa sociale La Cordata e poi con altre 10 organizzazioni del terzo settore milanese, insieme al Comune di Milano, a sperimentare e strutturare un nuovo modello di accoglienza per i cosiddetti msna.

IMG_9796
Da sinistra gli operatori di CeAS: Benedetta Castelli, Gabriele Destefani, Marianna Roveda

Il servizio di CeAS dedicato a questo tipo di accoglienza, strutturato in appartamenti per l’autonomia, si chiama “Costruire radici per il futuro“. A raccontarlo alle studentesse sono state Mona Ilie, coordinatrice di Radici, e Marianna Roveda, psicologa di Radici. Le due operatrici hanno illustrato come cambiano le caratteristiche e i bisogni dei minori accolti e, di conseguenza, come si adatta la risposta del servizio educativo. “Per noi anche il rapporto con la famiglia di origine è fondamentale. Per questo, come prassi, entro la  prima settimana di accoglienza la contattiamo: questo serve a noi per capire meglio il contesto di provenienza e la motivazione alla base del percorso migratorio, perché molti ragazzi sono spinti a partire proprio dalle famiglie. Questo contatto è anche utile al ragazzo perché alla famiglia viene spiegata quale può essere la differenza tra le aspettative che essa può avere per il figlio e la realtà”, spiega Mona Ilie.

IMG_9803
Un momento dei focus group

All’interno di focus group, le studentesse hanno avuto la possibilità di approfondire alcuni aspetti dell’accoglienza dei minori insieme agli operatori della rete di cui fa parte il CeAS. Hanno partecipato: Fondazione Casa della carità, FuoriLuoghi cooperativa sociale, Comunità Progetto cooperativa sociale, Tuttinsieme cooperativa sociale, La Cordata cooperativa sociale.
Insieme hanno approfondito le similitudini e le differenze tra le diverse esperienze, con un focus sui percorsi affrontati dai ragazzi, e dagli operatori, nel processo di accoglienza.

Al CeAS una delegazione della University of Illinois!

Martedì 29 maggio si è svolta la prima delle tre giornate di studio con le allieve del Campus Urbana Champaign dell’Università dell’Illinois, accompagnate dai professori Emanuel Rota ed Eleonora Stoppino. Ecco il diario della prima giornata, che ha visto le 15 studentesse visitare la sede del Centro Ambrosiano di Solidarietà e conoscere tutti i servizi.

Dopo essere state accolte dai saluti istituzionali del nostro presidente Giovanni Cavedon, del direttore di CeAS Maurizio Azzollini e di Luca Costamagna, assessore alla Cultura del Municipio 3 di Milano, la prima giornata si è focalizzata sull’intervento della dottoressa Barbara Lucchesi, assistente sociale e referente per i minori stranieri e richiedenti asilo dell’Ufficio di Pronto Intervento Minori del Comune di Milano, che ha illustrato il quadro legislativo dell’accoglienza dei minori stranieri in Italia e alcuni dati relativi alla presenza dei cosiddetti “msna” a Milano. Continue reading “Al CeAS una delegazione della University of Illinois!”

Alle Case Bianche 10 mesi con il Progetto Agorà

Un’area difficile, ma anche ricca di energie eccezionali. Così potrebbe essere descritto il quartiere Salomone, periferia sud est di Milano, dove il Centro Ambrosiano di Solidarietà insieme alle associazioni La Strada e La Nostra Comunità e con le parrocchie di San Galdino e San Nicolao della Flue porta avanti il Progetto Agorà, nell’ambito del più ampio Progetto Mix, promosso dall’Assessorato alla Coesione sociale del Comune di Milano.

Partito a novembre 2016, il Progetto Agorà raccoglie l’eredità di “Con-Tatto Salomone” e mira a sostenere i legami sociali tra le persone, i gruppi, gli enti, le associazioni, i comitati di abitanti, le parrocchie, “insomma le forze vive che ogni territorio – anche e, talvolta, tanto più quando è carico di problematiche – esprime”, dicono gli operatori attivi sul progetto, che vorrebbe essere catalizzatore di persone/gruppi “risorsa” dentro la comunità territoriale e promuovere soprattutto quanto possa permanere nel tempo, oltre il mandato degli operatori. Continue reading “Alle Case Bianche 10 mesi con il Progetto Agorà”

Street party con i ragazzi del progetto “Adolescenti Sicuri#Cittadini Attivi”

Appuntamento sabato 11 marzo dalle 15 alle 19 in piazza Gabrio Rosa

Da luglio 2015, il Centro Ambrosiano di Solidarietà partecipa al progetto “Adolescenti Sicuri#Cittadini Attivi”, realizzato in Municipio 4 con la Cooperativa La Strada e la Cooperativa Progetto A e rivolto agli adolescenti dai 13 ai 18 anni che risiedono o frequentano il quartiere Mazzini-Corvetto.

Sabato 11 marzo dalle 15 alle 19, piazza Gabrio Rosa ospiterà uno street party, organizzato, con il supporto degli educatori,  da alcuni giovani che hanno preso parte al progetto e hanno avuto voglia di impegnarsi attivamente e con responsabilità per vivere e far vivere una giornata di festa al quartiere. La festa non sarà dedicata solo solo agli adolescenti ma anche al resto della cittadinanza: in piazza ci saranno giochi e animazione per bambini, musica con un d e sport per tutti .

Il progetto “Adolescenti Sicuri#Cittadini Attivi” mira infatti ad avvicinare, conoscere e coinvolgere i ragazzi che, in qualche modo, restano lontani dagli ambienti aggregativi e associativi del territorio e che iniziano ad essere “ai margini” anche dei normali percorsi formativi e lavorativi. Dall’altro lato, vuole promuovere tra i giovani coinvolti stili di vita positivi e relazioni costruttive con i propri pari, con le altre generazioni e la propria comunità. Al contempo, il progetto si propone di lavorare in rete con i soggetti del territorio già presenti, in un’ottica di promozione delle risorse e delle competenze della comunità territoriale.

 

Il Centro Ambrosiano di Solidarietà gravemente danneggiato da un incendio

La mattina di mercoledì 15 febbraio, un incendio ha gravemente danneggiato la nostra sede. Nessuno è rimasto coinvolto o ferito e l’evacuazione dell’edificio è avvenuta senza problemi.  

Le fiamme hanno coinvolto gran parte del tetto e i pannelli solari che lo ricoprono. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco che hanno impiegato diverse ore per spegnere completamente le fiamme e sono tuttora al lavoro per mettere in sicurezza la struttura. Secondo le prime ricostruzioni, le cause dell’incendio sarebbero di natura accidentale, ma attendiamo la conclusione dei lavori dei Vigili del fuoco per una conferma definitiva. Ancora da conteggiare i danni, che da una prima valutazione sembrano molto gravi. Le persone alloggiate nella palazzina danneggiata sono state trasferite in altre strutture del CeAS in vista di lavori di ricostruzione dell’edificio che si preannunciano lunghi e costosi. Continue reading “Il Centro Ambrosiano di Solidarietà gravemente danneggiato da un incendio”