L’inclusione dei minori stranieri non accompagnati passa anche dallo sport

PlayMore! è un modello di inclusione possibile e ha portato la sua esperienza all’interno di Work in Progress, di cui è partner.

L’inclusione sociale passa anche attraverso lo sport. Ne sono convinti – e a ragione – a PlayMore! United, un club sportivo milanese dove ragazze e ragazzi italiani e stranieri insieme praticano sport come calcio, basket, yoga, running, beach volley… a fianco di sportivi volontari. PlayMore! è un modello di inclusione possibile e ha portato la sua esperienza all’interno di Work in Progress, di cui è partner.

Ne abbiamo parlato con Pietro Palvarini, vice-presidente di PlayMore!, e Lorenzo Tomai, operatore di Comunità Progetto, partner di WiP, e membro dello staff di PlayMore! 

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15 e 16 dicembre, un doppio webinar con Work in Progress

“Integrazione, lavoro, casa: le chiavi di Work in Progress per l’inclusione sociale dei minori stranieri non accompagnati e neomaggiorenni”

Mercoledì 15 e giovedì 16 dicembre, i promotori di “Work in Progress. Transizioni per la cittadinanza” invitano al doppio webinar dal titolo “Integrazione, lavoro, casa : le chiavi di Work in Progress per l’inclusione sociale dei minori stranieri non accompagnati e neomaggiorenni”, che si svolgerà sulla piattaforma Zoom.

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Vivere in autonomia: le voci dei ragazzi di work in progress

Abbiamo intervistato alcuni protagonisti del progetto dedicato ai minori stranieri non accompagnati, che sono usciti dalla comunità e ora sperimentano la vita in autonomia

Tra gli assi fondamentali di Work in Progress c’è quello relativo alla casa. Su questo tema, il progetto ha operato su due strade: una di advocacy, che ha visto la partecipazione degli operatori ai tavoli comunali sull’abitare, per far conoscere la realtà dei minori stranieri non accompagnati. Una strada che ha portato alla stipula di un patto con la cooperativa Dar=casa, per l’assegnazione ai ragazzi di WiP di tre appartamenti all’interno di un progetto di abitare collaborativo in via Carbonia a Milano.

L’altra strada è stata più “pratica” e ha coinvolto direttamente i giovani, che hanno partecipato a incontri di formazione con esperti del settore immobiliare – con i quali hanno parlato di contratti d’affitto, documenti e spese, forme regolari di condivisione abitativa regolari… – e che sono stati seguiti con attività di tutoring individuale per la ricerca dell’alloggio.

Abbiamo incontrato alcuni di questi ragazzi, per sapere come sta andando il primo passo verso l’autonomia abitativa, realizzato grazie a Work in Progress.

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I 35 anni del CeAS contro le dipendenze

Nato nel 1986 per la lotta contro l’eroina, oggi si occupa di persone con diverse dipendenze e altre fragilità

di Giuseppe Pipitone

In principio fu l’eroina. A Milano c’era un mare di eroina. Una dose? Bastavano cinquemila lire. All’inizio. Poi, come in tutte le economie di mercato, l’aumento della domanda ha fatto subito alzare il costo dell’offerta. Le cinquemila lire sono diventate presto cinquanta. Costava cara l’eroina a Milano, eppure era ovunque: nei parchi, agli angoli delle strade, persino sui tram. “C’era la gente che si bucava tra una macchina e l’altra”, racconta Massimo, uno di quelli che c’era. Sin dall’inizio.

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WiP al “festival generazioni” alla bicocca

tema dell’iniziativa: “Migrare in adolescenza: i minori stranieri non accompagnati in Italia”

Sabato 9 ottobre a partire dalle 9.30, Work in Progress sarà protagonista del “Festival Generazioni”, che si svolgerà all’Università degli Studi di Milano Bicocca (Aula 10 – Edificio Agorà – U6 Piazza Ateneo Nuovo n.1).

Tema dell’incontro promosso da WiP: “Migrare in adolescenza: i minori stranieri non accompagnati in Italia”.

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Un corso di italiano… a spasso per Milano

Alcuni protagonisti di Work in Progress hanno partecipato a una tre giorni di uscite didattiche in giro per la città

Nelle giornate di martedì 7, mercoledì 8 e giovedì 9 settembre alcuni dei ragazzi che hanno preso parte all’ultima edizione del corso “Crescere in italiano di Work in Progress hanno partecipato ad alcune uscite didattiche in giro per la città.

I ragazzi, e una ragazza, sono stati accompagnati da due operatori dell’équipe integrazione di Work in Progress (Francesca Barbesino di Fuoriluoghi e Domenico Pontieri de La Cordata) insieme a Giovanni Gammuto, insegnante della Fondazione Franco Verga (ente che si occupa dei corsi di italiano di Work in Progress), che aveva già avuto esperienze di “passeggiate didattiche”, che è stato il cicerone del gruppo.

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Un’estate all’insegna dei corsi di Work in Progress

Grazie a Fondazione Franco Verga sono proseguiti i corsi di italiano

Work in Progress non si ferma, nemmeno in estate. Anche nelle scorse settimane, infatti, si è continuato a proporre ai minori stranieri non accompagnati protagonisti del progetto alcune attività formative, dedicate soprattutto al rafforzamento della lingua italiana, che sono state portate avanti da Fondazione Franco Verga.

Ne abbiamo parlato con Sem Ferri, operatore della Fondazione, che spiega: «Quest’estate si è svolta una nuova edizione di “Crescere in italiano”, alla quale hanno partecipato una trentina di ragazzi segnalati da diverse comunità milanesi. Inizialmente prevedevamo di attivare una sola classe, ma dal momento che le candidature arrivate sono state tantissime, ne sono state create due».

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Gli educatori dei centri estivi “a lezione” dai ragazzi di WiP

L’attività ha fatto parte del percorso di “Te la do io l’integrazione!”

Nonostante le difficoltà e le limitazioni imposte dalla pandemia, anche nel 2021 sono proseguite le attività di “Te la do io l’integrazione!”, un percorso di reciproca conoscenza, nella quale sono gli stessi minori stranieri non accompagnati protagonisti di Work in Progress a essere i formatori dei loro coetanei e degli operatori sociali, in un viaggio di trasformazione dei punti di vista.

La prima edizione dell’iniziativa si era svolta nella prima parte dell’anno scolastico 2019-2020 insieme a un gruppo di studentesse e studenti dell’ISS “Claudio Varalli” di Milano e si era conclusa con la realizzazione di un video-racconto intitolato “I don’t know”, che loro stessi hanno scritto, girato e realizzato in collaborazione con Imagine Factory.

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Un anno difficile, un servizio prezioso

Pubblicato il Bilancio sociale 2020, che racconta come abbiamo affrontato la pandemia

Nel 2020, le attività del CeAS hanno ospitato, complessivamente, 263 persone. E altre centinaia sono state aiutate dai servizi non residenziali dell’associazione.

È il dato più importante tra quelli contenuti nel Bilancio sociale dell’associazione, pubblicato oggi, 30 giugno 2021.

Il documento racconta l’anno della pandemia, con le sue ansie, ma anche le sue soddisfazioni.

“È stato un anno difficile – si legge nella lettera del presidente Giovanni Cavedon, che apre il bilancio – ma siamo convinti di aver reso un servizio prezioso per i più fragili e per la collettività intera”. 

Una messa per ricordare Maria, Giovanni e Carlo

Giovedì 1 luglio alle 18, ricorderemo i tre amici del CeAS, scomparsi nel 2020

Nel corso del 2020, ci hanno lasciati tre persone molto importanti per il Centro Ambrosiano di Solidarietà: Maria Ferpozzi, per lungo tempo presidente dell’Associazione Volontari CeAS, suo marito Carlo Galli, che aveva collaborato attivamente con noi, e Giovanni Maggioni, che per tanti anni ha fatto parte del consiglio direttivo.

Finora, a causa delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria, non è stato possibile organizzare un momento per ricordarli.

Ora che l’andamento della pandemia lo consente, il CeAS ha organizzato una Messa a suffragio, in programma giovedì 1 luglio alle 18. La celebrazione si svolgerà presso la sede del CeAS, in viale Giuseppe Marotta 8.

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