Sabato 27 ottobre il CeAS ricorda Beppe Massari

Sabato 27 ottobre a partire dalle 14.30, la 12ª edizione del “Memorial Massari”, in ricordo dell’ex presidente del CeAS scomparso nel 2006

Nei 30 anni di attività del Centro Ambrosiano di Solidarietà, sono state tante le persone che hanno lasciato un segno indelebile del loro passaggio. Una di queste persone è l’ex presidente Beppe Massari, del quale il 21 ottobre ricorrono i 12 anni dalla scomparsa. Continue reading “Sabato 27 ottobre il CeAS ricorda Beppe Massari”

Ultimo giorno, sul campo, con le studentesse della University of Illinois

Dopo due intese giornate “teoriche” sul modello milanese di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, le nostre ospiti americane hanno potuto fare un’esperienza sul campo, andando a visitare le strutture che ospitano i ragazzi.

“E’ un modello molto diverso da quello americano, dove i minori sono accolti soprattutto in comunità di grandi dimensioni”. “Credo che questo modello di accoglienza in piccoli appartamenti sia migliore, perché i ragazzi possono veramente entrare nel tessuto sociale della città”. “Proporrei di inserire nello staff la figura di un ragazzo più grande che ha vissuto la stessa esperienza migratoria, e possa fare da mentore a questi giovani”.

Sono solo alcune considerazioni emerse alla fine di questa tre giorni di approfondimento sul tema dei minori stranieri non accompagnati, con le studentesse della University of Illinois at Urbana-Champaign, insieme a cui per la terza giornata siamo passati “dalla teoria alla pratica”. Divise in piccoli gruppi, le allieve hanno infatti visitato gli appartamenti dove sono accolti i minori e seguito alcune attività educative.

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Le studentesse in visita in uno degli appartamenti dove sono accolti i minori stranieri non accompagnati.

“In questo momento negli Stati Uniti il tema della migrazione e, in particolare quello dei minori stranieri, è cruciale. E’ quindi molto interessante per loro studiare il modello di accoglienza italiano per rifugiati e migranti, dal momento che l’Italia in questi anni è stata in prima linea”, ha spiegato il professor Emanuel Rota, professore associato di Storia alla University of Illinois che ha accompagnato le studentesse.

Incontrare mondi diversi è sempre importante, perché ti mette in gioco nel raccontarti e nel raccontare il pensiero che sta dietro le tue attività. Dagli altri poi ricevi sempre stimoli e idee nuove, perché ti fanno notare aspetti del tuo lavoro che magari tu non vedi. E’ una spinta a non avere mai un punto di vista statico, ma a ribaltare sempre le proprie prospettive perché si possono scoprire cose nuove”, ha commentato invece Benedetta Castelli, responsabile dell’Area Minori del CeAS che ha coordinato le tre giornate.

“Voglio infine ringraziare le organizzazioni che hanno collaborato alla riuscita di queste tre giornate: Fondazione Casa della carità, FuoriLuoghi cooperativa sociale, Comunità Progetto cooperativa Sociale, Tuttinsieme cooperativa sociale e La Cordata cooperativa sociale”, ha concluso.

 

Secondo giorno con la University of Illinois

Per la seconda giornata di studio con le allieve della University of Illinois at Urbana-Champaign, siamo stati ospitati dalla Fondazione Casa della carità, partner del Centro Ambrosiano di Solidarietà per diverse attività.

“Il progetto Emergenze sostenibili ha avuto come finalità principale quella di sperimentare una nuova metodologia di intervento nell’area della tutela, dell’accoglienza e dell’integrazione dei minori stranieri non accompagnati. In questi anni, nella rete di Emergenze sostenibili abbiamo accolto oltre 800 ragazzi, provenienti dalle aree più povere e complicate del nostro pianeta. La stragrande maggioranza di loro si è integrata a pieno nella nostra società: ha una casa, un lavoro, relazioni affettive e legami sociali. Pur consapevoli che la strada da percorrere è ancora  in salita, grazie al progetto Emergenze sostenibili abbiamo compiuto un passo avanti importante che va nella giusta direzione“, così Benedetta Castelli, responsabile dell’Area Minori del CeAS ha raccontato l’esperienza che ha portato il Centro Ambrosiano di Solidarietà, inizialmente con la cooperativa sociale La Cordata e poi con altre 10 organizzazioni del terzo settore milanese, insieme al Comune di Milano, a sperimentare e strutturare un nuovo modello di accoglienza per i cosiddetti msna.

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Da sinistra gli operatori di CeAS: Benedetta Castelli, Gabriele Destefani, Marianna Roveda

Il servizio di CeAS dedicato a questo tipo di accoglienza, strutturato in appartamenti per l’autonomia, si chiama “Costruire radici per il futuro“. A raccontarlo alle studentesse sono state Mona Ilie, coordinatrice di Radici, e Marianna Roveda, psicologa di Radici. Le due operatrici hanno illustrato come cambiano le caratteristiche e i bisogni dei minori accolti e, di conseguenza, come si adatta la risposta del servizio educativo. “Per noi anche il rapporto con la famiglia di origine è fondamentale. Per questo, come prassi, entro la  prima settimana di accoglienza la contattiamo: questo serve a noi per capire meglio il contesto di provenienza e la motivazione alla base del percorso migratorio, perché molti ragazzi sono spinti a partire proprio dalle famiglie. Questo contatto è anche utile al ragazzo perché alla famiglia viene spiegata quale può essere la differenza tra le aspettative che essa può avere per il figlio e la realtà”, spiega Mona Ilie.

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Un momento dei focus group

All’interno di focus group, le studentesse hanno avuto la possibilità di approfondire alcuni aspetti dell’accoglienza dei minori insieme agli operatori della rete di cui fa parte il CeAS. Hanno partecipato: Fondazione Casa della carità, FuoriLuoghi cooperativa sociale, Comunità Progetto cooperativa sociale, Tuttinsieme cooperativa sociale, La Cordata cooperativa sociale.
Insieme hanno approfondito le similitudini e le differenze tra le diverse esperienze, con un focus sui percorsi affrontati dai ragazzi, e dagli operatori, nel processo di accoglienza.

Al CeAS una delegazione della University of Illinois!

Martedì 29 maggio si è svolta la prima delle tre giornate di studio con le allieve del Campus Urbana Champaign dell’Università dell’Illinois, accompagnate dai professori Emanuel Rota ed Eleonora Stoppino. Ecco il diario della prima giornata, che ha visto le 15 studentesse visitare la sede del Centro Ambrosiano di Solidarietà e conoscere tutti i servizi.

Dopo essere state accolte dai saluti istituzionali del nostro presidente Giovanni Cavedon, del direttore di CeAS Maurizio Azzollini e di Luca Costamagna, assessore alla Cultura del Municipio 3 di Milano, la prima giornata si è focalizzata sull’intervento della dottoressa Barbara Lucchesi, assistente sociale e referente per i minori stranieri e richiedenti asilo dell’Ufficio di Pronto Intervento Minori del Comune di Milano, che ha illustrato il quadro legislativo dell’accoglienza dei minori stranieri in Italia e alcuni dati relativi alla presenza dei cosiddetti “msna” a Milano. Continue reading “Al CeAS una delegazione della University of Illinois!”

Donne vittime di violenza: non siete sole!

Questo il messaggio che il Centro Ambrosiano di Solidarietà vuole lanciare in occasione dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna

“Era l’ennesima volta che mi minacciava e non ce l’ho fatta più. Ho preso il telefono e gli ho gridato che avrei chiamato i carabinieri. Lui allora mi ha strappato il cellulare dalle mani e l’ha buttato dalla finestra. A quel punto ho capito che dovevo stare zitta”.
Al Centro Ambrosiano di Solidarietà, racconti come questi ne abbiamo purtroppo sentiti molti. Per questo, in occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna, vogliamo lanciare un messaggio a chi è vittima di violenza: ricordati che non sei sola! Fai sentire la tua voce e chiedi aiuto! A tutte le donne, vogliamo dire di stare accanto alle proprie amiche, sorelle, vicine di casa e aiutarle a riconoscere la violenza subita: riconoscere la violenza è il primo passo per contrastarla! Continue reading “Donne vittime di violenza: non siete sole!”

Il CeAS insieme all’associazione SON per il progetto “Abitiamo il futuro”

Si chiama “Speranza Oltre Noi“, nome che può anche essere abbreviato con l’acronimo SON, che in inglese significa figlio. È l’associazione, nata un anno fa per iniziativa di alcune famiglie del quartiere Adriano, di cui il Centro Ambrosiano di Solidarietà è tra i soci fondatori, insieme all’Associazione Amici Casa della carità.
SON ha l’obiettivo di dare vita, presso la Cascina San Carlo nel quartiere Adriano, al progetto di abitare solidale “Abitiamo il futuro, che è ispirato alla legge sul “dopo di noi”.

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Legge sul gioco d’azzardo, ecco la proposta di “Mettiamoci in gioco”

Lunedì 19 febbraio la campagna “Mettiamoci in Gioco”, di cui il CeAS fa parte, ha presentato un appello per una nuova legge sul gioco d’azzardo

Nella prossima legislatura, parta subito l’iter di approvazione di una rigorosa legge di regolamentazione del gioco d’azzardo. Una normativa che, finalmente, metta ordine nel caos in cui il settore è cresciuto, permettendo così di intervenire sui tanti problemi che una diffusione incontrollata dell’azzardo ha provocato nel nostro paese. In primis, dipendenze più o meno gravi, separazioni e divorzi, ricorso all’usura, massicce infiltrazioni mafiose. È questo l’invito che Mettiamoci in gioco”, la Campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo ha rivolto a tutti i candidati alle prossime elezioni politiche, a qualunque schieramento appartengano.

Quattro i punti contenuti l’appello per una nuova legge sul gioco d’azzardodivieto assoluto della pubblicitàriduzione di un terzo dell’offerta complessiva del gioco; diritto di Regioni ed Enti locali a regolamentare l’offerta del gioco d’azzardo sul proprio territorio, senza annullarla ma senza nemmeno essere vincolati all’intoccabilità degli interessi già esistenti; aumento delle risorse destinate al sistema dei servizi per garantire cura e assistenza gratuite alle persone affette da disturbo da gioco d’azzardo. Continue reading “Legge sul gioco d’azzardo, ecco la proposta di “Mettiamoci in gioco””

A un anno dall’incendio siamo più forti del fuoco, ma abbiamo ancora bisogno dell’aiuto di tutti!

Paura, scoraggiamento, amarezza. Sono queste le prime tre parole che vengono in mente a Giovanni Cavedon, presidente del CeAS, quando ripensa a quel 15 febbraio 2017: il giorno in cui al Centro Ambrosiano di Solidarietà è scoppiato l’incendio che ha quasi distrutto la struttura che accoglie donne e mamme in difficoltà con i loro bambini. “Ci eravamo appena risollevati dall’esondazione del Lambro che aveva colpito il centro nel 2014, provocando ingenti danni. Nonostante le difficoltà, eravamo riusciti a ripartire con quasi tutti i progetti e quindi l’incendio è stato davvero un duro colpo per tutti, ospiti e operatori”, dice Cavedon. Continue reading “A un anno dall’incendio siamo più forti del fuoco, ma abbiamo ancora bisogno dell’aiuto di tutti!”