Anche i piccoli ospiti del CeAS tra i beneficiari dell’iniziativa “In farmacia per i bambini”

Anche i piccoli che sono accolti insieme alle loro mamme nelle case rifugio del CeAS, in particolare quella che ha sede nella provincia di Como, sono tra i beneficiari dell’iniziativa “In farmacia per i bambini”, promossa dalla Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus.

Dal 20 novembre, Giornata Mondiale dei diritti dell’infanzia, al 27 novembre, nelle farmacie aderenti, sarà possibile acquistare e donare un farmaco o prodotto babycare per i bambini in povertà sanitaria.

#25novembre: la storia di Eva ci dice che uscire dalla violenza si può

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, le operatrici del centro antiviolenza del CeAS “Mai da Sole” vogliono raccontare una storia di riscatto, che inviti tutte le donne a una riflessione: uscire dal tunnel della violenza si può, cambiare è possibile!

Per questo 25 novembre, vogliamo raccontarvi la storia di Eva, una delle tante donne che, con coraggio, si sono rivolte al nostro centro antiviolenza. 

Eva ha 30 anni ed è arrivata a “Mai da Sole” dopo le continue minacce di Claudio, il suo ex fidanzato. All’ennesimo schiaffo, infatti, la ragazza aveva deciso di lasciarlo e di andarsene dalla casa che condividevano da due anni. 

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Scarpette rosse contro la violenza di genere

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione  della violenza contro le donne, il centro antiviolenza del CeAS “Mai da Sole” partecipa al “Progetto scarpette rosse”, un’installazione artistica che sarà visibile in via Cutuli a Milano dal 25 novembre.

L’iniziativa nasce dal confronto tra alcune associazioni operanti sul territorio, tra cui il centro antiviolenza “Mai da Sole” e il progetto “OrMe – Ortica Memoria“, ispirandosi a Zapatos Rojos, progetto d’arte pubblica dell’artista messicana Elina Chauvet.

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Casa: primo successo per le attività di advocacy di Work in Progress

All’interno di un gruppo fragile rispetto al tema dell’abitare, come quello dei giovani, c’è un sottogruppo che è ancora più in difficoltà quando si trova a dover cercare casa: è quello dei minori stranieri non accompagnati. Per loro infatti, alla scarsa disponibilità di alloggi a buon mercato, si aggiunge il problema della discriminazione. Capita spesso che, non appena sentito che chi chiede informazioni su un alloggio in affitto è straniero, proprietari ed agenzie si tirino indietro, anche quando ci siano le comunità di accoglienza a dare garanzie.

Anche per ovviare a queste situazioni, Work in Progress ha tra i suoi assi fondamentali quello della casa, che si svolge su due strade: una più pratica che coinvolge direttamente i ragazzi che prendono parte al progetto, e una di advocacy, con la partecipazione degli operatori ai tavoli comunali sull’abitare, per far conoscere la realtà dei minori stranieri non accompagnati, sensibilizzando la ricerca di strumenti per far fronte alla loro domanda abitativa. E questa seconda strada ha raggiunto un primo importante successo.

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Ciao Giovanni, sarai sempre nei nostri pensieri.

Questa settimana ci ha lasciato Giovanni Maggioni, storico consigliere e volontario del Centro Ambrosiano di Solidarietà. Un uomo gentile, che si dedicava al CeAS con passione ed entusiasmo.

Vogliamo ricordarlo con alcuni pensieri, per dirgli che non lo dimenticheremo.

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I ragazzi di Work in Progress alle Giornate d’Autunno del FAI

Un piccolo gruppo di minori stranieri non accompagnati, provenienti da diverse comunità partner di Work in Progress, ha partecipato sabato 17 ottobre alle Giornate d’Autunno del FAI, con una visita a Palazzo Edison, in Foro Bonaparte a Milano.

Lo scorso inverno, questi ragazzi avevano preso parte al percorso educativo sulla storia e l’arte di Milano “Adolscenti e patrimonio: un’attività realizzata nell’ambito di Work in Progress dall’Associazione Amici del FAI e dalla delegazione FAI di Milano con il coinvolgimento dei minori stranieri non accompagnati insieme a studenti e studentesse degli istituti superiori della città “Claudio Varalli” e “Einstein”.

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Al via “Il Caffè delle donne”

Comincia oggi, giovedì 15 ottobre, “Il Caffè delle donne”: incontri bimensili – ogni due giovedì – che il Centro Ambrosiano di Solidarietà e le operatrici del suo centro antiviolenza “Mai da Sole” promuovono negli spazi del Centro Milano Donna del Municipio 3, in via Narni 1.

Sarà un’occasione per favorire e facilitare lo scambio tra donne su argomenti che possono interessare la vita quotidiana, le problematiche di relazione, la famiglia e tutte quelle proposte che le stesse partecipanti porteranno all’interno del gruppo.

Nel rispetto delle disposizioni di contrasto al Covid-19, il gruppo sarà composto da un massimo di 6 persone. È perciò necessario prenotare la propria partecipazione, telefonando al 327.5432268 oppure mandando una mail a centromilanodon3@telefonodonna.it

Se la disabilità genera cambiamento

Un percorso formativo organizzato dall’Associazione SON – Speranza Oltre NOI

L’Associazione SON – Speranza Oltre Noi, di cui fa parte anche il CeAS, presenta:
“Se la disabilità genera cambiamento”, un percorso formativo in quattro incontri (ogni lunedì dal 5 al 26 ottobre), per avere un nuovo sguardo da rivolgere alle persone con disabilità. 

Gli incontri si svolgono sulla piattaforma MEET di Google.

Il link per il collegamento va richiesto all’indirizzo email: comunicazione@son-onlus.org

Corso edile Work in Progress: esami in sicurezza

La seconda edizione del corso edile di Work in Progress sta giungendo a conclusione. Un’edizione particolare, questa, perché è stata segnata dall’irrompere dell’emergenza covid: dopo un’iniziale stop al corso in aula, infatti, le lezioni sono riprese online.

Per quel che riguarda i prossimi passi, lunedì 7 settembre si svolgerà un ripasso generale dei contenuti teorici del corso, mentre giovedì 10 settembre i ragazzi affronteranno l’esame finale.

Il tutto si svolgerà nel rispetto delle norme di sicurezza e con tutte le precauzioni necessarie.

Dopo il superamento dell’esame, i ragazzi e le strutture che li ospitano verranno contattati individualmente per il proseguimento del percorso, che consiste nell’avvio di tirocini o borse lavoro.

[Foto di Alissa De Leva su Unsplash]

Un anno – e più – con Work in Progress… passando per il Covid

“Work in Progress. Transizioni per la cittadinanza” ha tagliato il traguardo del primo anno di attività. Abbiamo intervistato Benedetta Castelli del Centro Ambrosiano di Solidarietà, project manager di Work in Progress, per sapere come sono andati questi primi 12 mesi… e oltre.

Com’è andato questo primo anno di Work in Progress?
Direi bene! Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi del cronoprogramma e un numero di beneficiari superiore alle aspettative. Questo primo anno di progetto è servito anche a mettere a punto un metodo di lavoro sempre più funzionale e oliato. Essendo, infatti, il partenariato molto vasto, avevamo bisogno di tempo per imparare a lavorare insieme e trovare metodologie condivise. E inoltre questo anno ci è servito anche per migliorare le strategie di interlocuzione con tutti gli attori che lavorano con i beneficiari del progetto, al fine di sensibilizzarli affinché cogliessero appieno tutte le opportunità che offriamo ai ragazzi.

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