I ragazzi di Work in Progress alle Giornate d’Autunno del FAI

Un piccolo gruppo di minori stranieri non accompagnati, provenienti da diverse comunità partner di Work in Progress, ha partecipato sabato 17 ottobre alle Giornate d’Autunno del FAI, con una visita a Palazzo Edison, in Foro Bonaparte a Milano.

Lo scorso inverno, questi ragazzi avevano preso parte al percorso educativo sulla storia e l’arte di Milano “Adolscenti e patrimonio: un’attività realizzata nell’ambito di Work in Progress dall’Associazione Amici del FAI e dalla delegazione FAI di Milano con il coinvolgimento dei minori stranieri non accompagnati insieme a studenti e studentesse degli istituti superiori della città “Claudio Varalli” e “Einstein”.

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Al via “Il Caffè delle donne”

Comincia oggi, giovedì 15 ottobre, “Il Caffè delle donne”: incontri bimensili – ogni due giovedì – che il Centro Ambrosiano di Solidarietà e le operatrici del suo centro antiviolenza “Mai da Sole” promuovono negli spazi del Centro Milano Donna del Municipio 3, in via Narni 1.

Sarà un’occasione per favorire e facilitare lo scambio tra donne su argomenti che possono interessare la vita quotidiana, le problematiche di relazione, la famiglia e tutte quelle proposte che le stesse partecipanti porteranno all’interno del gruppo.

Nel rispetto delle disposizioni di contrasto al Covid-19, il gruppo sarà composto da un massimo di 6 persone. È perciò necessario prenotare la propria partecipazione, telefonando al 327.5432268 oppure mandando una mail a centromilanodon3@telefonodonna.it

Se la disabilità genera cambiamento

Un percorso formativo organizzato dall’Associazione SON – Speranza Oltre NOI

L’Associazione SON – Speranza Oltre Noi, di cui fa parte anche il CeAS, presenta:
“Se la disabilità genera cambiamento”, un percorso formativo in quattro incontri (ogni lunedì dal 5 al 26 ottobre), per avere un nuovo sguardo da rivolgere alle persone con disabilità. 

Gli incontri si svolgono sulla piattaforma MEET di Google.

Il link per il collegamento va richiesto all’indirizzo email: comunicazione@son-onlus.org

Corso edile Work in Progress: esami in sicurezza

La seconda edizione del corso edile di Work in Progress sta giungendo a conclusione. Un’edizione particolare, questa, perché è stata segnata dall’irrompere dell’emergenza covid: dopo un’iniziale stop al corso in aula, infatti, le lezioni sono riprese online.

Per quel che riguarda i prossimi passi, lunedì 7 settembre si svolgerà un ripasso generale dei contenuti teorici del corso, mentre giovedì 10 settembre i ragazzi affronteranno l’esame finale.

Il tutto si svolgerà nel rispetto delle norme di sicurezza e con tutte le precauzioni necessarie.

Dopo il superamento dell’esame, i ragazzi e le strutture che li ospitano verranno contattati individualmente per il proseguimento del percorso, che consiste nell’avvio di tirocini o borse lavoro.

[Foto di Alissa De Leva su Unsplash]

Un anno – e più – con Work in Progress… passando per il Covid

“Work in Progress. Transizioni per la cittadinanza” ha tagliato il traguardo del primo anno di attività. Abbiamo intervistato Benedetta Castelli del Centro Ambrosiano di Solidarietà, project manager di Work in Progress, per sapere come sono andati questi primi 12 mesi… e oltre.

Com’è andato questo primo anno di Work in Progress?
Direi bene! Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi del cronoprogramma e un numero di beneficiari superiore alle aspettative. Questo primo anno di progetto è servito anche a mettere a punto un metodo di lavoro sempre più funzionale e oliato. Essendo, infatti, il partenariato molto vasto, avevamo bisogno di tempo per imparare a lavorare insieme e trovare metodologie condivise. E inoltre questo anno ci è servito anche per migliorare le strategie di interlocuzione con tutti gli attori che lavorano con i beneficiari del progetto, al fine di sensibilizzarli affinché cogliessero appieno tutte le opportunità che offriamo ai ragazzi.

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Gli ospiti di Villetta San Gregorio scrivono alla Regione

Una lettera indirizza all’assessore al Welfare Giulio Gallera e ai dirigenti della sanità Lombardia, per far sentire la propria voce e far conoscere le difficoltà di chi, come loro, vive ancora in “Fase 1”.

Gentili,

Siamo degli utenti della comunità psichiatrica “Villetta San Gregorio” del Centro Ambrosiano di Solidarietà, sita a Milano in via Marotta 8, e desideriamo richiamare la vostra attenzione sulla difficile situazione che stiamo attualmente vivendo. 

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Continuano anche in estate i corsi di Work in Progress

Anche nel periodo estivo continuano i corsi che “Work in Progress” propone ai minori stranieri non accompagnati che vivono sul territorio milanese, attraverso la didattica a distanza.

“Dopo averla sperimentata durante l’emergenza Covid, pensiamo che la DAD possa essere una risposta convincente alle esigenze attuali dei ragazzi e possa dare loro la possibilità di interagire con un virtuale che sempre più assume la veste di una comunità che apprende insieme, collaborando e condividendo la costruzione di una conoscenza che diventa sempre più una questione sociale”, spiegano i promotori del progetto.

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La Giornata mondiale di lotta alla droga ai tempi del Covid

Quest’anno la celebrazione della Giornata mondiale di lotta alla droga ci consente di puntare i riflettori sulle conseguenze che la pandemia legata al Covid-19 ha avuto rispetto all’abuso di sostanze e più in generale alle diverse forme di dipendenza comportamentale. Abbiamo cercato di capire come due differenti crisi di “salute pubblica” si sono scontrate, quali sono stati gli effetti nell’immediato e quali potranno essere le ulteriori conseguenze che possiamo prevedere per il futuro. 

Lo abbiamo fatto interpellando Corrado Celata Dirigente UOS Prevenzione specifica – UOC Promozione della Salute, ATS della Città Metropolitana di Milano.

COME HA INTERAGITO LA PANDEMIA CON IL MONDO DELLE DIPENDENZE?

Il mondo delle dipendenze ha subito un impatto importante rispetto all’avvento di questa pandemia virale. I suoi effetti sono stati da subito talmente imprevedibili da determinare un vero e proprio cambiamento epocale a cui non eravamo per niente preparati. Le misure di distanziamento sociale e i divieti adottati in via precauzionale per ridurre la trasmissione del virus all’interno della popolazione, sebbene necessari, hanno amplificato quelli che da sempre sono considerati tra i principali fattori di vulnerabilità individuale e sociale rispetto all’insorgere di comportamenti d’abuso di sostanze o di aggravamento di condizioni di dipendenza patologica”, esordisce Celata. 

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Covid e dipendenze, dialogo con Carmela Manduzio, presidente dell’Associazione CAD Onlus

In che modo lo stress dovuto all’isolamento sociale e ad altri cambiamenti della vita correlati al COVID-19 ha potuto influenzare l’uso e l’abuso di sostanze e tutta la sfera delle nuove dipendenze “comportamentali”? Ne abbiamo parlato con Carmela Manduzio Presidente dell’Associazione CAD Onlus che gestisce a Milano il Servizio Multidisciplinare Integrato CAD, occupandosi di prevenzione, trattamento e riabilitazione di persone con problematiche di abuso e dipendenza da alcoolsostanze stupefacentifarmaci e comportamenti compulsivi quali il gioco d’azzardo patologico.

AFFRONTARE LA PAURA DEL CONTAGIO

“La prima sfida con cui ci siamo dovuti confrontare è stata quella di garantire da subito la continuità terapeutica con le persone già in carico e un’accoglienza che inevitabilmente doveva fare i conti con i vincoli imposti dal distanziamento sociale. Uno dei primi temi affrontati è stato quella della paura del contatto, legittimando spazi di riflessione necessari a dare voce a sentimenti e vissuti contrastanti, presenti sia nei pazienti che negli operatori, e facilitando percorsi di rielaborazione individuale e di gruppo capaci di generare soluzioni nuove e creative per portare avanti i percorsi di aiuto”, esordisce.

“Accogliere la paura del contagio ha significato in primo luogo legittimare una dimensione inevitabilmente presente, facendola uscire dalla sfera del non detto e permettendo di esplicitare che la distanza generata dalle restrizioni sociali imposte non era l’espressione di una paura del contatto personale, ma era legata a una dimensione di corresponsabilità verso il contesto sociale più ampio. Questo ha permesso ad esempio ai pazienti che hanno continuato a frequentare la nostra struttura, per l’assunzione delle terapie sostitutive, di accettare pazientemente le code in attesa del proprio turno, di rispettare le distanze precauzionali adottate nel corso dei colloqui vis à vis senza che si registrassero episodi di aggressività o di intolleranza alle regole”, prosegue Manduzio.

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SostieniMi è il servizio gratuito di ascolto, sostegno e orientamento telefonico dedicato alle dipendenze

Tra i vari impegni dell’Area Dipendenze del Centro Ambrosiano di Solidarietà c’è, da ottobre 2019, anche SostieniMi, il servizio gratuito di ascolto, sostegno e orientamento telefonico dedicato alle dipendenze.

335.19.00.536 è il numero da contattare (anche tramite sms o whatsapp) nel caso si abbia a che fare, direttamente o indirettamente, con una situazione di dipendenza da sostanze o dipendenza comportamentale.

Abbiamo interpellato Gabriele Destefani, coordinatore del progetto, per un breve primo bilancio di attività: “Il Ce.A.S. ha una lunga tradizione di gestione dell’ascolto telefonico. SostieniMi è una helpline del Comune di Milano dedicata alla lotta alle dipendenze. Da ottobre 2019 ad oggi, attraverso una linea telefonica, un indirizzo mail e una chat per la messaggistica istantanea, abbiamo intercettato persone coinvolte a vario titolo nelle problematiche riguardanti le dipendenze. Ci chiamano diretti interessati, genitori, partner, amici, ma anche operatori sociali e legali. Si va dalla richiesta di informazioni fino alla presentazione di veri e propri casi. E le tematiche di dipendenza pervenute sono correlate spesso ad almeno una tra queste altre tematiche: disagio psicologico, problematiche relazionali ed educative, solitudine, violenza, lavoro, nuove povertà”.

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