Rivedi il doppio webinar di Work in progress

Rivedi il doppio webinar di Work in Progress “Integrazione, lavoro, casa : le chiavi di Work in Progress per l’inclusione sociale dei minori stranieri non accompagnati e neomaggiorenni”, che si è svolto mercoledì 15 e giovedì 16 dicembre 2021.

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L’inclusione dei minori stranieri non accompagnati passa anche dallo sport

PlayMore! è un modello di inclusione possibile e ha portato la sua esperienza all’interno di Work in Progress, di cui è partner.

L’inclusione sociale passa anche attraverso lo sport. Ne sono convinti – e a ragione – a PlayMore! United, un club sportivo milanese dove ragazze e ragazzi italiani e stranieri insieme praticano sport come calcio, basket, yoga, running, beach volley… a fianco di sportivi volontari. PlayMore! è un modello di inclusione possibile e ha portato la sua esperienza all’interno di Work in Progress, di cui è partner.

Ne abbiamo parlato con Pietro Palvarini, vice-presidente di PlayMore!, e Lorenzo Tomai, operatore di Comunità Progetto, partner di WiP, e membro dello staff di PlayMore! 

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15 e 16 dicembre, un doppio webinar con Work in Progress

“Integrazione, lavoro, casa: le chiavi di Work in Progress per l’inclusione sociale dei minori stranieri non accompagnati e neomaggiorenni”

Mercoledì 15 e giovedì 16 dicembre, i promotori di “Work in Progress. Transizioni per la cittadinanza” invitano al doppio webinar dal titolo “Integrazione, lavoro, casa : le chiavi di Work in Progress per l’inclusione sociale dei minori stranieri non accompagnati e neomaggiorenni”, che si svolgerà sulla piattaforma Zoom.

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Vivere in autonomia: le voci dei ragazzi di work in progress

Abbiamo intervistato alcuni protagonisti del progetto dedicato ai minori stranieri non accompagnati, che sono usciti dalla comunità e ora sperimentano la vita in autonomia

Tra gli assi fondamentali di Work in Progress c’è quello relativo alla casa. Su questo tema, il progetto ha operato su due strade: una di advocacy, che ha visto la partecipazione degli operatori ai tavoli comunali sull’abitare, per far conoscere la realtà dei minori stranieri non accompagnati. Una strada che ha portato alla stipula di un patto con la cooperativa Dar=casa, per l’assegnazione ai ragazzi di WiP di tre appartamenti all’interno di un progetto di abitare collaborativo in via Carbonia a Milano.

L’altra strada è stata più “pratica” e ha coinvolto direttamente i giovani, che hanno partecipato a incontri di formazione con esperti del settore immobiliare – con i quali hanno parlato di contratti d’affitto, documenti e spese, forme regolari di condivisione abitativa regolari… – e che sono stati seguiti con attività di tutoring individuale per la ricerca dell’alloggio.

Abbiamo incontrato alcuni di questi ragazzi, per sapere come sta andando il primo passo verso l’autonomia abitativa, realizzato grazie a Work in Progress.

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WiP al “festival generazioni” alla bicocca

tema dell’iniziativa: “Migrare in adolescenza: i minori stranieri non accompagnati in Italia”

Sabato 9 ottobre a partire dalle 9.30, Work in Progress sarà protagonista del “Festival Generazioni”, che si svolgerà all’Università degli Studi di Milano Bicocca (Aula 10 – Edificio Agorà – U6 Piazza Ateneo Nuovo n.1).

Tema dell’incontro promosso da WiP: “Migrare in adolescenza: i minori stranieri non accompagnati in Italia”.

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Un’estate all’insegna dei corsi di Work in Progress

Grazie a Fondazione Franco Verga sono proseguiti i corsi di italiano

Work in Progress non si ferma, nemmeno in estate. Anche nelle scorse settimane, infatti, si è continuato a proporre ai minori stranieri non accompagnati protagonisti del progetto alcune attività formative, dedicate soprattutto al rafforzamento della lingua italiana, che sono state portate avanti da Fondazione Franco Verga.

Ne abbiamo parlato con Sem Ferri, operatore della Fondazione, che spiega: «Quest’estate si è svolta una nuova edizione di “Crescere in italiano”, alla quale hanno partecipato una trentina di ragazzi segnalati da diverse comunità milanesi. Inizialmente prevedevamo di attivare una sola classe, ma dal momento che le candidature arrivate sono state tantissime, ne sono state create due».

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“Te la do io l’integrazione” è ripartito!

Il percorso coinvolge alcuni protagonisti di Work in Progress e un gruppo di studenti e studentesse dell’ISS “Claudio Varalli” di Milano

Lo scoppio della pandemia, con i provvedimenti di chiusura delle scuole, avevano bloccato per molti mesi la seconda edizione di “Te la do io l’integrazione!”, che fortunatamente è potuto ripartire lo scorso 20 aprile e proseguirà fino a fine maggio.

“Te la do io l’integrazione!” è un percorso di reciproca conoscenza, che coinvolge alcuni protagonisti di Work in Progress e un gruppo di studentesse e studenti dell’ISS “Claudio Varalli” di Milano, che si incontrano settimanalmente, per percorrere insieme un viaggio di trasformazione dei punti di vista usuali e ribaltare l’idea che tutti abbiamo dei concetti di integrazione e inclusione sociale.

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Gli operatori di Work in Progress a scuola di Child Safeguarding

I partner del progetto hanno partecipato alla proposta formativa di Save the Children

Quali sono gli abusi che rischiano di subire ragazze e ragazzi stranieri nel loro percorso di accoglienza e inclusione sociale? Quali strumenti possono mettere in campo le organizzazioni che si occupano di minori stranieri non accompagnati per prevenire questi rischi? Come comportarsi quando si verifica un abuso nei confronti di un minore affidato alla propria organizzazione?

A queste e altre domande ha cercato di rispondere il corso di formazione in “Child Safeguarding”, proposto da Save the Children a tutti i partner del nostro progetto e sollecitato dagli enti promotori di Never Alone Italia, il programma all’interno del quale si svolge Work in Progress. L’obiettivo, come ha spiegato Viviana Valastro di Never Alone Italia, è stimolare le organizzazioni che lavorano con i minori stranieri non accompagnati a dotarsi di meccanismi di prevenzione e reazione, prima che si verifichino delle emergenze.

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I talenti di Work in Progress a “Wip’s got Talent”

L’iniziativa ha coinvolto gli ospiti delle comunità partner del progetto, che si sono messi in gioco mostrando le loro passioni e capacità.

C’è chi ha portato la sua passione per la cucina. Chi ha mostrato di saper realizzare originali tagli di capelli. Chi canta e chi balla. E c’è anche chi, pur essendo arrivato da poco in Italia, inventa e scrive storie, per raccontare le proprie emozioni e per imparare la lingua.

Tutto questo è “WiP’s got Talent”, il concorso lanciato dall’équipe integrazione di Work in Progress, che ha coinvolto i giovani ospiti delle comunità partner del progetto.

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Casa: primo successo per le attività di advocacy di Work in Progress

All’interno di un gruppo fragile rispetto al tema dell’abitare, come quello dei giovani, c’è un sottogruppo che è ancora più in difficoltà quando si trova a dover cercare casa: è quello dei minori stranieri non accompagnati. Per loro infatti, alla scarsa disponibilità di alloggi a buon mercato, si aggiunge il problema della discriminazione. Capita spesso che, non appena sentito che chi chiede informazioni su un alloggio in affitto è straniero, proprietari ed agenzie si tirino indietro, anche quando ci siano le comunità di accoglienza a dare garanzie.

Anche per ovviare a queste situazioni, Work in Progress ha tra i suoi assi fondamentali quello della casa, che si svolge su due strade: una più pratica che coinvolge direttamente i ragazzi che prendono parte al progetto, e una di advocacy, con la partecipazione degli operatori ai tavoli comunali sull’abitare, per far conoscere la realtà dei minori stranieri non accompagnati, sensibilizzando la ricerca di strumenti per far fronte alla loro domanda abitativa. E questa seconda strada ha raggiunto un primo importante successo.

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