Casa: primo successo per le attività di advocacy di Work in Progress

All’interno di un gruppo fragile rispetto al tema dell’abitare, come quello dei giovani, c’è un sottogruppo che è ancora più in difficoltà quando si trova a dover cercare casa: è quello dei minori stranieri non accompagnati. Per loro infatti, alla scarsa disponibilità di alloggi a buon mercato, si aggiunge il problema della discriminazione. Capita spesso che, non appena sentito che chi chiede informazioni su un alloggio in affitto è straniero, proprietari ed agenzie si tirino indietro, anche quando ci siano le comunità di accoglienza a dare garanzie.

Anche per ovviare a queste situazioni, Work in Progress ha tra i suoi assi fondamentali quello della casa, che si svolge su due strade: una più pratica che coinvolge direttamente i ragazzi che prendono parte al progetto, e una di advocacy, con la partecipazione degli operatori ai tavoli comunali sull’abitare, per far conoscere la realtà dei minori stranieri non accompagnati, sensibilizzando la ricerca di strumenti per far fronte alla loro domanda abitativa. E questa seconda strada ha raggiunto un primo importante successo.

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I ragazzi di Work in Progress alle Giornate d’Autunno del FAI

Un piccolo gruppo di minori stranieri non accompagnati, provenienti da diverse comunità partner di Work in Progress, ha partecipato sabato 17 ottobre alle Giornate d’Autunno del FAI, con una visita a Palazzo Edison, in Foro Bonaparte a Milano.

Lo scorso inverno, questi ragazzi avevano preso parte al percorso educativo sulla storia e l’arte di Milano “Adolscenti e patrimonio: un’attività realizzata nell’ambito di Work in Progress dall’Associazione Amici del FAI e dalla delegazione FAI di Milano con il coinvolgimento dei minori stranieri non accompagnati insieme a studenti e studentesse degli istituti superiori della città “Claudio Varalli” e “Einstein”.

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Un anno – e più – con Work in Progress… passando per il Covid

“Work in Progress. Transizioni per la cittadinanza” ha tagliato il traguardo del primo anno di attività. Abbiamo intervistato Benedetta Castelli del Centro Ambrosiano di Solidarietà, project manager di Work in Progress, per sapere come sono andati questi primi 12 mesi… e oltre.

Com’è andato questo primo anno di Work in Progress?
Direi bene! Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi del cronoprogramma e un numero di beneficiari superiore alle aspettative. Questo primo anno di progetto è servito anche a mettere a punto un metodo di lavoro sempre più funzionale e oliato. Essendo, infatti, il partenariato molto vasto, avevamo bisogno di tempo per imparare a lavorare insieme e trovare metodologie condivise. E inoltre questo anno ci è servito anche per migliorare le strategie di interlocuzione con tutti gli attori che lavorano con i beneficiari del progetto, al fine di sensibilizzarli affinché cogliessero appieno tutte le opportunità che offriamo ai ragazzi.

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Continuano anche in estate i corsi di Work in Progress

Anche nel periodo estivo continuano i corsi che “Work in Progress” propone ai minori stranieri non accompagnati che vivono sul territorio milanese, attraverso la didattica a distanza.

“Dopo averla sperimentata durante l’emergenza Covid, pensiamo che la DAD possa essere una risposta convincente alle esigenze attuali dei ragazzi e possa dare loro la possibilità di interagire con un virtuale che sempre più assume la veste di una comunità che apprende insieme, collaborando e condividendo la costruzione di una conoscenza che diventa sempre più una questione sociale”, spiegano i promotori del progetto.

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Work in Progress incontra Epim

Mercoledì 27 novembre, la sede del Celav – uno dei partner del progetto Work in Progress: transizioni verso la cittadinanza (di cui CeAS è capofila) – ha ospitato un interessante incontro di scambio. Protagonisti, anzi protagoniste visto che al tavolo erano sedute quasi tutte donne, alcune rappresentanti di EPIM – European Programme on Integration and Migration (l’iniziativa congiunta di diverse fondazioni europee, all’interno della quale è inserito il progetto Never Alone, per un domani possibile), Fondazione Cariplo, Fondazione CON IL SUD e, naturalmente, alcuni membri delle 13 organizzazioni che compongono il partenariato di Work in Progress. Continua a leggere “Work in Progress incontra Epim”

Un appartamento rimesso a nuovo, grazie ai ragazzi di Work in Progress

Si è conclusa alla fine di luglio la prima edizione del corso edile, promosso da Work in Progress in collaborazione con Architettura delle Convivenze, partner di progetto.

Durante il corso i ragazzi, 13 in tutto, guidati dall’architetto Simona Riboni, hanno acquisito conoscenze tecniche e il vocabolario di base per lavorare in un cantiere. Oltre a un fondamentale approfondimento sulla prevenzione di infortuni e incidenti, i ragazzi sono anche stati formati per affrontare un colloquio in questo ambito lavorativo. La prossima tappa di questo percorso, infatti, prevede l’attivazione di tirocini o borse lavoro, con imprese edili nell’area milanese, che consentano ai ragazzi di sperimentarsi nel mondo del lavoro.

Un primo passaggio dalla teoria alla pratica è stato previsto anche dal corso, durante il quale si sono svolti laboratori di autorecupero, culminati nella riqualificazione di un appartamento. Continua a leggere “Un appartamento rimesso a nuovo, grazie ai ragazzi di Work in Progress”