Prosegue il percorso iniziato dal progetto “Ponti di Comunità”, cui partecipa anche il CeAS, nei quartieri milanesi di Salomone, Ponte Lambro e Ungheria.
Prosegue il percorso iniziato dal progetto “Ponti di Comunità“, cui partecipa anche il CeAS, nei quartieri milanesi di Salomone, Ponte Lambro e Ungheria.
Conclusa la parte di ricerca-azione che ha visto protagonisti genitori/adulti, ragazze e ragazzi e associazioni, saranno avviati cicli di formazione esperienziale su macro-tematiche di inclusione e/o dispersione scolastica.
I percorsi partono con gli adulti a cui, tra febbraio e marzo, sono dedicati 5 momenti formativi per sperimentare e vivere un’apertura verso nuovi sguardi sia verso l’altro in un’ottica inclusiva, che verso se stessi per un’accettazione delle diverse parti di sé.
«Si tratta di un percorso aperto a persone adulte per favorire fenomeni di accoglienza e accettazione dell’unicità di ognuno. Partiremo da gruppi già avviati ma in fase di possibile ampliamento: gruppo Salomone dedicato a donne con disabilità e gruppo Cerchio delle donne di Ponte Lambro in cui confluiscono principalmente mamme di origine straniera», spiegano gli organizzatori.
Si svolgeranno 2 incontri per gruppo presso le sedi delle attività e uno finale congiunto nello spazio del Cam Mondolfo in occasione della Giornata della Donna, in cui grazie all’approccio “Rio Abierto”, che vede il corpo e il movimento come strumenti di espressione e inclusione, potranno non solo riunirsi per celebrare insieme la giornata ma anche vivere un’esperienza guidata di vicinanza ed condivisione.
«Si è valutata l’importanza di valorizzare esperienze presenti nel quartiere al fine di potenziarle e favorire una percezione di sé da parte delle persone partecipanti come parte attiva nella propria vita e all’interno della comunità. Riteniamo che una comunità educante consapevole e inclusiva possa essere un valido supporto e una guida per i ragazzi», concludono i promotori.